
Una sera di fine primavera Black Spirit, il piccolo ghiro mascherato dalla pancia morbida, stava finalmente tornando alla sua tana sul grande castagno. Aveva camminato tanto, aveva annusato funghi, cercato lombrichi e salutato ogni lucciola lungo il sentiero. Era stanco, e già sognava il suo giaciglio di foglie secche.
Proprio allora, rimbombò per tutte le colline della Valle dei Soffici Sentieri un suono terrificante.
“MEEAAAAAOOOOWW!”
Black Spirit si raggomitolò su se stesso come un soldato che sente il cannone. Il cuore gli batteva così forte da far tremare le foglie.
Sarà un gatto gigante! Disse terrorizzato. Un gattaccio mostruoso, grande grande come una casa, con zanne lunghe un metro e occhi di brace!
Rimase fermo, immobile, trattenendo il fiato.
Il verso si ripeté ancora: “MEEAAAAAOOOOWW!”, sembrava più vicino.
Dalle tane vicine spuntarono altri musetti preoccupati. Il topolino Zippo col pelo ritto, Talpilda tutta tremante e il ghiro Salsicino mezzo addormentato.
– Siamo rovinati! – squittì Zippo. – Un gatto così mangia tutto il bosco in una boccata sola!
– Più è grande, più è affamato! – aggiunse Talpilda, con la voce che tremava.
– Io torno a dormire – disse Salsicino, che era troppo assonnato anche per avere paura.
Ma la volpe Fulva, che era la più curiosa della valle, rise piano tra i denti, e disse:
– Venite con me – disse – e non abbiate paura.
Li guidò in silenzio tra le ginestre, fin sul bordo del prato grande. E lì, in mezzo all’erba alta, illuminato dalla luna come un re sul suo trono, c’era qualcosa di grande e coloratissimo.ù
E subito si sentì un nuovo “MEEAAAAAOOOOWW!” da far accapponare tutti i peli e dall’erba si sollevò mostrandosi, mentre il gruppetto stava per svenire: era un pavone splendido, con la coda aperta a ventaglio, piena di occhi verdi, blu e dorati.

Black Spirit lo guardò a lungo, con il pelo ancora rizzato. Poi scoppiò a ridere spiaccicandosi a terra quasi svenuto.
– Tutta quella paura… per un uccello che si crede chissà chè!
– I pavoni sono fatti così – spiegò Fulva. – Fanno un gran baccano per farsi notare. Ma non fanno del male a nessuno.
Quella notte Black Spirit tornò alla sua tana sereno, con un’ultima occhiata alla luna.
Non sempre il rumore più forte nasconde il pericolo più grande, pensò, prima di spaventarsi, vale la pena avvicinarsi per capire. Spesso quello che sembra terribile è solo qualcosa che non conosciamo ancora – e si addormentò sorridente tra le foglie profumate.
