34. Ramingo

In una sera tiepida e stellata, due insoliti messaggeri, un ragno salterino dai mille occhi e una lumaca particolarmente allenata, recapitarono a TalpAzio e a Grig il Grillo un invito identico. La minuscola pergamena, legata con un sottile filo d’erba, recitava: “Siete cordialmente invitati a cena questa sera, al Crocevia dei Tre Sentieri nel bosco. Firmato: Un Ammiratore Segreto.”

TalpAzio borbottò: “Un ammiratore? E chi mai potrebbe essere? E poi, un crocevia nel bosco… a quell’ora?”

Grig, dal canto suo, strinse le zampine esili e fece squillare un frinìo interrogativo: “Una cena? Io sono più abituato a concerti, sotto la luna! Però la curiosità mi pizzica…”

Nonostante la perplessità e un po’ di timore, la curiosità ebbe la meglio. I due, seppur da posti diversi, si avviarono verso il luogo indicato, ignari di ciò che li attendeva.

Al centro del crocevia, illuminato da tre lucciole particolarmente pazienti, c’era un tavolo di muschio imbandito con foglie di rugiada, bacche scintillanti e nettare in piccole coppe di ghianda.

I due abitanti della Valle si videro e fecero per avvicinarsi al tavolino dicendo: “Ma sei tu che …” puntandosi l’un l’altro. Ma dal terzo sentiero comparve uno strano essere, alto e robusto, con lunghe antenne che uscivano da un cappuccio di foglie, “Buonasssera – disse – e grazzie di essere qui”.

TalpAzio e Grig bloccati per la sorpresa e la paura, si scambiarono un’occhiata perplessa, non sapendo decidere da che parte scappare.

“No, asspettatte …” sibilò quell’ombra facendo un passo avanti, “vi prego”.

Grig fu il primo a rompere il silenzio: “Scusi, ma… chi siete voi? E perché ci avete invitato?”

L’essere si schiarì la gola avvicinandosi e con una voce che era un misto tra il raschiare della talpa e il frinire del grillo, rispose: “Sssono contento che ssiate venuti. Mi chiamano Ramingo. E vi ho invitatti perché… beh, perché ho una domanda moltto importante da farviii.”

Mentre camminava verso di loro il chiarore delle lucciole mostrava qualcosa che TalpAzio e Grig non avrebbero mai immaginato. Ramingo era un individuo davvero particolare: aveva il corpo robusto e le zampe anteriori artigliate e girate verso l’esterno come una talpa.

Giunto vicino al tavolo lasciò cadere le foglie che lo coprivano. Facendo un piccolo inchino impacciato si mostrò per quello che era: gli occhietti, la testa, il corpo con quelle piccole ali e le zampe … sembrava anche un grosso grillo!

I suoi occhietti scuri si posarono prima su TalpAzio, poi su Grig.

“Come potette vedere,” continuò Ramingo, “sono un po’ strano, sono un grillo talpa! Ho la forza per scavare gallerie, ma anche l’abilità di frinire. Sono… a metà. E mi sono sempre chiesto: siete voi i miei genitori?”

TalpAzio e Grig rimasero in silenzio, sbalorditi. L’idea era così assurda, eppure, osservando meglio, non potevano negare una certa somiglianza con entrambi. TalpAzio aveva riconosciuto la sua robustezza, mentre Grig vedeva le antenne e il resto.

Un sorriso, un po’ incerto ma sincero, cominciò a farsi strada sui musi dei due: “Oh, caro amico” cominciò TalpAzio, “no. Non è possibile. Noi siamo due specie diverse. E tu sicuramente hai parenti tutti come te. Ma non importa, hai fatto bene a chiamarci. Mangiamo qualcosa mentre parliamo?” e si sedettero a quel bellissimo tavolino, dove le lucciole, per qualche strano motivo, sembravano più brillanti e luminose di prima.

Il grillo e la talpa non erano i suoi genitori biologici, era evidente, ma in quel momento, al Crocevia dei Tre Sentieri, un legame inaspettato era appena nato. Un legame di curiosità, di accettazione e, forse, di un’insolita famiglia trovata nel cuore del bosco.

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