
In un angolo del rudere di una vecchia casa viveva tranquillo un ragnetto piccolo piccolo. Aveva il corpo rotondetto, le zampe lunghe, arcuate e sottili come fili d’erba, e si muoveva piano piano come se danzasse nell’aria. Quando si spaventava ballava velocissimo sulla sua sottile ragnatela: tutti lo conoscevano, infatti, come il ragno ballerino.
La Palanca non faceva paura. Non pungeva, non mordeva, non dava fastidio agli umani. Anzi, era molto utile: mangiava zanzare, mosche e perfino altri ragni che volevano invadere la casa. Era come un piccolo guardiano silenzioso, che proteggeva tutti senza farsi notare.
Un giorno, però, un ragno grosso, tozzo, peloso e prepotente, uno di quelli che saltano come molle, arrivò nel suo angolo all’improvviso. La ragnatela della Palanca era in un ottimo posto, riparata ma soggetta al passaggio di belle correnti d’aria che portavano tanti insetti dritti nella sua trappola e lei era pronta a impallottolarli tutti.

Il ragno salterino, affamato, a vedere tutta quella scorta di cibo non le lasciò il tempo di pensare e l’assaltò, lei, dal canto suo, cercò di difendere la sua ragnatela, ma quel ragno peloso era troppo forte e nella lotta lei perse una zampa.
La Palanca sentì un gran dolore. Rimase ferma, confusa. “E adesso come faccio?” pensò. Poi il terrore la fece ballare sul posto, anche con una zampa in meno. Ballava così forte che faceva saltare tutta la ragnatela. Anche il ragno salterino si spaventò da qual terremoto, lasciò il bozzolo di cibo che stava mangiando e scappò via a grandi salti.
“Con una zampa in meno non sarò più veloce, non riuscirò a catturare gli insetti come prima…” si diceva la Palanca nei giorni a venire.
Ma poi si fece coraggio. Non voleva arrendersi. Si mise a pensare, a provare, a inventare. Con tenacia e ingegno decise di reinventarsi. Scoprì che il segreto per sopravvivere stava nella capacità di adattarsi, di trasformare le difficoltà in occasioni. La sua determinazione, la sua voglia di vivere, la sua visione positiva del mondo e la creatività che ha saputo risvegliare dentro di sé le hanno permesso non solo di sopravvivere, ma di vivere meglio di prima.

Cambiò la forma della sua ragnatela: la fece più fitta, più furba. Così, quando un insetto ci finiva dentro, lei non doveva più correre tanto. Bastava un piccolo movimento, e zac! Lo avvolgeva lo stesso.
La Palanca imparò a vivere in modo nuovo, aveva scoperto che anche con una zampa in meno, poteva avere una vita piena di gioia, di ingegno e di bellezza. Aveva imparato che ce la poteva fare, anche quando sembrava impossibile.